Racconti e Poesie

Malika

“Malika è ancora incinta, la vedo rotondetta.”
“Si, lui è un pezzo che non si vede lei dice che è all’estero per lavoro, ma ho sentito che è in galera: è un tipo molto equivoco, un bel uomo però, sono loro dirimpettaia e non li ho mai sentiti bisticciare.”
Scendere e risalire al quinto piano senza ascensore con un bimbo in braccio e uno in pancia è una faticaccia, come fa? Del resto gli appartamenti ai piani alti se non li prendono gli extracomunitari restano sfitti. Ti ha chiesto soldi?”
“Si, ma soldi da prestare non ne ho, le preparo sempre un piatto in più per pranzo e cena e mando su Matteo a portarlo”.
“Cosa ci fate qui sul pianerottolo a spettegolare voi due, state parlando della zingara? Attente, quelle sono zecche vi si appiccicano con la scusa dei figli e non mollano! Ignoratela e si toglierà di torno, vi saluto ho ben altro da fare io”.
“Sei proprio brava tu! E’ al corrente di questa situazione la proprietaria?”
“Certo, è Lucia che paga le bollette, pensi che Malika abbia i soldi per l’affitto?
Le ho passato pacchi di pannolini ora che Giada fa pipì nel vasino, mi preoccupa saperla in queste condizioni, rischia che le portino via i bambini, penso sia minorenne. Che profumo, qualcuno ha appena sfornato una crostata accidenti che fame”.
“Hai visto tutti quei panni stesi ad asciugare sul suo balconcino? Le ho suonato l’altra sera non hai idea le zaffate che arrivano dal suo appartamento ho sbirciato quando ha aperto, c’era una montagna di indumenti sul pavimento, Malika non devi occuparti del bucato di un intero campo nomadi, i condomini si stanno lamentando non è igienico nelle tue condizioni. Le ho detto.”
“E’ venuta da me ieri, ha chiesto del caffè, ne era sprovvista, aveva le lacrime agli occhi l’ho fatta entrare. E’ preoccupata perché la nonna è malata e non può accudirla non vive in Italia, teme di non vederla più. Nonna non voleva che partisse, perché era troppo giovane e aveva ancora bisogno della sua famiglia accanto, ma il padre decise che era arrivato il momento e Josef se la portò via. E’ sicura che lui ritornerà prima che nasca il bambino per sistemare le cose.
Poi ha spalancato gli occhioni neri, mi ha preso le mani nelle sue e mi ha raccomandato di non dire niente in giro. Sembrava una bambina con quei capelli sciolti neri, lunghi e lucenti. Allora le ho preparato una tisana, si è rilassata”.
“Certo che sradicarla così, fa tenerezza”.
“Viene spesso la suocera a darle una mano, l’ho vista scendere alla fermata dell’autobus carica di borse della spesa e camminare lentamente tra gli svolazzi delle pieghe, le sue gonne da gitana tutte fiorite mi mettono allegria, hai visto come porta la treccia di lato bianca cangiante sull’incarnato scuro”.
“Si, ho notato, sorride e saluta sempre quando la incontro sulle scale, penso voglia bene a Malika e al nipotino.”
“Ancora qui voi due, ma siete proprio delle belle portinaie, nel frattempo ho cucinato anche per questa sera, in qualsiasi caso fatemi sapere se serviranno completini per il bimbo, ho conservato tutto anche i fiocchi nascita, azzurro o rosa lo appenderemo al porta.
In fondo siamo tutte un po’ zie, no?”

Angelo

Sono nata una sera di maggio in Sicilia quando le zagare profumavano l’aria.
Vivevo insieme alla mia mamma e ai miei fratelli in una scatola di cartone a bordo strada, dove passavano molte auto. Mi sono ammalata presto. Mia mamma non aveva latte a sufficienza e tempo per scaldarci tutti. Ci sono state notti fredde, ho preso il raffreddore. Tutti l’avevamo.
Un giorno mi ha raccolto una signora. Mi ha dato da mangiare una cosa umida e buona che non era latte. Mi ha curato il raffreddore, che nel frattempo era risalito dal naso e mi aveva infettato l’occhio. L’occhio non è tornato come prima, ma il naso sì.
Poi la signora ha preso dalla strada anche mia mamma, così potevamo stare insieme. Dopo qualche giorno ci ha raggiunte anche mia sorella. Oh, la gioia di giocare tutte e tre assieme, di nuovo una famiglia! Di notte ci stringevamo l’una all’altra e ci addormentavamo coi musi vicini. Beatitudine!
La signora era brava, ci dava da mangiare cose buone, ci accarezzava, aveva un bel gabinetto che puliva regolarmente. Aveva una figlia un po’ rumorosa però. La bambina giocava spesso con noi, io mi divertivo molto con la lenza.
Siamo stati con la famiglia della signora per parecchio tempo. Faceva caldo, si stava bene, i pasti erano abbondanti.
Poi, ai primi freddi, mia sorella è sparita. Io ero triste, ma per fortuna c’era mia mamma che mi leccava e mi consolava.
Un pomeriggio, la signora mi ha messo in un trasportino e mi ha portato in una strada rumorosa. Io avevo paura. Si è fermato un grosso camion e mi hanno messo lì dentro. C’erano tanti scomparti, in ogni scomparto un gatto simile a me. Hanno chiuso la porta e sono rimasta sola. Il camion è partito e faceva molto rumore. Tutti piangevano. Siamo rimasti così per molte ore, faceva freddo.
A un certo punto il camion si è fermato, si è aperta la porta e un’umana ci ha dato da mangiare e ha cambiato i tappetini assorbenti che nel frattempo avevamo sporcato, non avevamo potuto fare altrimenti, non c’era scelta. A me ripugnava sporcare nel mio letto, ma come potevo fare?
Poi la porta si è richiusa e il camion è ripartito. Ancora rumore, ancora freddo, ancora buio, però non piangeva più nessuno.
Dopo un tempo infinito così, con alcune pause per mangiare e cambiare i tappetini , siamo arrivati in un posto dove c’erano delle persone. L’umana ha tirato fuori i trasportini dagli scomparti a uno a uno e ci ha consegnati ad altri umani. Gli umani erano sorridenti, noi spaventati. Faceva freddo.
Io dalla nuova signora sono stata messa in un’auto blu e siamo ripartite. Altro rumore, però stavolta non faceva freddo.
Quando siamo arrivate, questa signora mi ha messo in una stanza piccola tutta per me e ha aperto lo sportello del mio trasportino. Io mi sono guardata bene dall’uscire. Solo quando ero ben sicura di essere sola ho esplorato il perimetro della stanza, che era come quella della mia prima casa, il pavimento era liscio e freddo. E’ arrivata una nuova tana foderata di una cosa morbida, che mi è piaciuta subito. Questa tana era molto più bella e ci stavo volentieri.
Ogni tanto la nuova signora entrava nella stanza, faceva uno strano rumore come di acqua, mi parlava. Io però stavo rintanata nel mio nascondiglio. E’ andata avanti così per parecchi giorni: io uscivo quando ero sola, esploravo, giocavo con il rotolo di carta bianca, saltavo sul davanzale, giocavo con l’asciugamano. Quando sentivo i passi della signora, mi nascondevo. Era molto tranquillo.
Dopo un po’ di tempo, la signora mi ha trasferito in un’altra stanza, molto più grande e con più rumori. Ho cominciato a uscire dalla tana perché un po’ mi annoiavo.
La signora era grande e grossa, anche se mi parlava con voce gentile. Io mi spaventavo e correvo nella tana, oppure mi nascondevo sotto il tavolo.
Col passare dei giorni mi sono abituata alla signora nuova, ma ogni giorno c’erano delle novità. Intanto, ho scoperto che potevo andare alla finestra e guardare fuori gli uccellini, la mia passione! Posso stare ore a guardarli. Poi, ho capito di non essere sola con la signora: circolavano altri gatti in quella casa. Non sembravano nemici, ma non si sa mai. Io stavo ben alla larga.
Dopo un po’ ho capito che la gatta bianca e nera con la mascherina non era pericolosa: dormiva tutto il giorno e non faceva un gran che, così ho cominciato ad accorciare le distanze. Ora qualche volta dormiamo addirittura sullo stesso divano.
L’altra, quella tigrata, invece era indecifrabile. Grossa come una tigre, agile come un leopardo, mi sfuggiva e mi ringhiava. Ancora adesso mi ringhia spesso. Non dev’essere molto sveglia, perché è evidente che io voglio solo giocare.
La signora mi ha messo un piccolo cestino foderato di lana morbida sul divano del soggiorno, proprio di fronte alla porta, così posso tenere d’occhio chi entra e decidere se costituisce una minaccia. In realtà solo adesso cominciano a venire umani diversi, qualche volta.
Io nel frattempo sono cresciuta e il cestino è diventato un po’ piccolo, ma mi ci sento bene, mi fa sentire protetta. Quando sono lì dentro, tutti mi lasciano stare.
In questo posto ora mi sono ambientata e ci sto piuttosto bene. L’unica cosa che lascia un po’ a desiderare è il vitto: il solo pasto decente della giornata (la carne umida) viene servita a colazione, dopodiché ognuno si dedica alle proprie attività e fino al giorno dopo ci sono unicamente dei cosi secchi come il cartone, però si sa, quando si ha fame, non si va troppo il sottile. Io vorrei che la signora capisse che non è cibo degno di un gatto, quello. Per il resto, la signora è gentile con me, mi fa anche dormire insieme a lei sul letto con le altre gatte.
Mi chiamo Clea e sono l’angelo custode di questa casa.

Paronomasia

Sul Mare del Nord c’era un grosso gatto che soffriva di gotta. Viveva in una grotta con sette tigrotti.
Poiché a tutti piacevano le aringhe, abbondava la lisca, ma il servizio di ritiro rifiuti era lasco.
Un giorno sparì uno dei tigrotti. Arrivò il Commissario Montalbano per indagare. Quando vide le lische, guardò negli occhi il gatto e disse: “Qui succedono cose losche!”
”No, Commissario, Le assicuro” disse il gatto con la gotta. “Per favore, mi gratti!”.
Il Commissario grattò il gatto con la gotta che viveva nella grotta con i tigrotti. Tutto d’un tratto, il grosso gatto si trasformò in un tigrotto senza gotta, che strofinò le sue gote contro quelle del Commissario. A quel contatto, il Commissario spiccò un balzo e fu fuori dalla grotta. Se ne andò a casa e mangiò tre cannoli alla ricotta.

Io ricordo

  1. Tappezzeria scozzese sui toni del marrone, ero nell’anticamera di casa nostra. Avevo sei anni e chiesi a mia madre “Mamma, che cos’è la coscienza?”. “Quella che tu non hai” fu la sua risposta. Sentivo mio fratello, più grande di me di otto anni, sghignazzare in sottofondo. Ne sapevo quanto prima.

2. Ricordo che amavo dormire sotto il letto, non sopra. La nostra casa aveva molta moquette. In quegli anni si usava, mia madre la amava perché conferiva una sensazione di calore e accoglienza, si poteva camminare a piedi nudi senza timore di prendersi un maldigola. Ovviamente ce l’avevamo in tutte le camere da letto, oltre che in soggiorno. Ce l’avevamo pure in mansarda, nel seminterrato, sulle scale. Sulle scale era costituita da dei rettangoli incollati che evitavano al piede di scivolare.
Grazie alla moquette, il pavimento non era mai freddo ed io mi ci sdraiavo volentieri. Facevo tutto sul pavimento: puzzles, Lego, biglie, giocare col cane e, appunto, dormire. Ricordo che mi piaceva la sensazione di cuccia sotto al letto: la rete a molle sopra la mia testa, lo spazio appena sufficiente per girarmi.
Ricordo che a volte sentivo i miei genitori salire al piano notte, aprire la porta accostata della mia camera da letto e ridacchiare alla vista di me che dormivo sotto invece che sopra il letto.
Mio fratello non lo faceva mai, non l’aveva mai fatto.

3. Quando ero bambina avevo un cane di nome Yuri. Come Yuri Gagarin. Aveva il mantello marrone e il pancino bianco, anche i calzini erano bianchi e avevano un buon odore d’erba. L’avevamo preso al canile, ricordo che la sua pipì appena arrivato a casa nostra aveva un odore molto forte. Ci mise parecchio per normalizzarsi, e mantenne comunque sempre un odore pungente, di cui ci lamentavamo ogni volta che sostavamo in giardino, d’estate.
Yuri era il mio compagno di giochi, il mio confidente e il mio capro espiatorio. Già intuivo vagamente la scala gerarchica familiare, di cui io ero l’ultimo gradino, ma un giorno mio fratello la rese esplicita dicendo che l’unico su cui io potevo esercitare un qualche potere era il cane.
Il gioco preferito mio e di Yuri era metterci sotto la cassapanca, in un punto in cui il biondo legno di cirmolo veniva illuminato dal sole del pomeriggio, poi io facevo sbucare la mano dallo spazio sotto le gambe della cassapanca e Yuri doveva prenderla. Digrignava sempre i denti e starnutiva a più non posso, cosa che mi divertiva assai.
Ricordo che un giorno che mi sgridarono duramente decisi che, se i miei genitori avessero fatto del male a Yuri – come a volte minacciavano quando faceva la pipì in casa – non avrei più parlato per lo shock (dovevo aver visto alla televisione qualcosa del genere).
Yuri fece una fine triste. Esasperati dalle continue manifestazioni di disagio canino (quando partivamo, pur rimanendo lui in compagnia della nonna, spesso alzava la gamba contro l’angolo del mio letto), all’età di dodici anni lo fecero “addormentare”. Mia mamma non ne poteva più. “La sua vita l’ha fatta” fu il commento di mio papà. A quel tempo non c’era la sensibilità verso gli animali che c’è oggi.
Io continuai a parlare.

Otc Внебиржевой Рынок: Что Это, Плюсы И Минусы

Внебиржевой рынок отс рынок ценных бумаг является первой формой существования рынка ценных бумаг с хронологической точки зрения. В дальнейшем, по мере развития финансовых отношений, в различных странах стали возникать правила проведения сделок с ценными бумагами, что со временем привело к формализации отношений между участниками на рынке ценных бумаг. Со временем повсеместное распространение стандартных правил и процедур проведения сделок привело к формированию профессиональных стандартов деятельности. Внебиржевой рынок ценных бумаг является альтернативой традиционной биржевой торговле.

То есть при торговле на внебирже выше риск оказаться жертвой мошенников из-за отсутствия центрального контрагента. Внебиржевые рынки – это электронные сети, которые позволяют двум сторонам торговать друг с другом, используя дилера-брокера в качестве посредника. Цена акции публикуется (“ask”), а затем инвесторы делают предложения по ней, торгуясь друг против друга. Биржа имеет ассоциацию лиц (зарегистрированных или незарегистрированных), обычно называемых брокерами.

Например, компания, демонстрирующая высокие показатели роста и отсутствие проблем с ликвидностью, может привлечь много инвесторов, что может привести к повышению стоимости ее акций. Участники внебиржевого рынка ценных бумаг могут быть как физическими лицами, так и юридическими лицами. Как правило, такие рынки привлекательны для инвесторов, которые хотят получить доступ к новым инвестиционным возможностям и расширить свой портфель. К внебиржевым торгам можно также отнести торговлю бумагами, которые имеют листинг на централизованной фондовой бирже, но по какой-то причине сделки заключаются вне основных торгов. Например, брокер «Финам» дает возможность торговать заблокированными иностранными бумагами, а Т-Инвестиции предоставляют своим клиентам возможность торговать ценными бумагами в выходные, когда основные торги на бирже закрыты.

Индикативная котировка подразумевает объявление цены на тот или иной финансовый инструмент без обязательств совершить по ней сделку. То есть, цены публикуются, но никто не даёт гарантий, что вы сможете совершить транзакцию именно по ним. Так же у некоторых брокеров есть минимальный размер комиссии за проведение одной сделки. Оператор ОТС-секции — Ассоциация участников финансового рынка «Некоммерческое партнерство развития финансового рынка РТС».

Внебиржевые системы используются для торговли не включенными в листинг акциями, примерами которых являются OTCQX, OTCQB и OTC Pink торговые площадки (ранее OTC Bulletin Board and Pink Sheets) в США. Они предоставляют электронную услугу, которая предоставляет трейдерам последние котировки, цены и информацию об объемах. Позволяет путем продажи акций расширить количество привлеченных инвестиций, заявить о себе дельцам, готовым инвестировать в развивающееся, новое производство. Для покупателей акций приобрести ценные бумаги вне биржи стоит в десятки раз дешевле, чем на бирже, а по мере развития производства – реализовать их с тысячекратной прибылью. Зачастую небольшие компании не могут торговать или размещать свои цифровые активы (акции, облигации) на регулируемых биржах. Несмотря на отсутствие полного регулирования, трейдеры должны придерживаться некоторых основных правил внебиржевой торговли.

Зачастую услуги по продаже ценных бумаг оказывали банки совместно со своими основными услугами – явный пример внебиржевой торговли. До начала периода электронных торгов в непосредственной близости от бирж располагались места, где можно было напрямую купить требуемые ценные бумаги. Там же продавались активы, которые вообще не представлены на бирже по различным причинам, а продавцы уверяли в высокой доходности таких бумаг. Чтобы избежать подобных ситуаций, инвесторам необходимо тщательно просчитывать возможные риски или привлекать специалистов, которые смогут это сделать.

Организованный Внебиржевой Рынок

Некоторые брокеры предоставляют доступ к внебирже через свои электронные платформы. При этом открытых акционерных обществ в России значительно больше — просто их ценные бумаги не обращаются на организованных торгах, но их можно приобрести на внебиржевом рынке. Внебиржевая торговля может быть прибыльной, но очень рискованной – акции торгуются слабо и высоко-волатильны, но мало-ликвидны. Трейдинг на каждой из торговых площадок имеет сои характерные особенности, которые следует учитывать в реальной торговле. Это и различная динамика движения валютных курсов и самые популярные валютные пары.

Преимущества внебиржевой торговли

Внебиржевые Опционы

Преимущества внебиржевой торговли

Внебиржевые сделки с меньшей вероятностью станут достоянием общественности, поскольку их не нужно раскрывать или проходить клиринг на бирже. Это может быть выгодно для инвесторов, желающих сохранить анонимность при торговле на финансовых рынках. Благодаря своим строгим правилам эти организации гарантируют, что брокеры соблюдают протоколы торговли и отчетности, а также правила поведения на рынке. Для минимизации рисков, связанных с внебиржевой торговлей, была создана нормативная база, регулирующая финансовую отрасль и устанавливающая правила и процедуры, которых должны придерживаться брокеры.

Преимущества внебиржевой торговли

Исключением являются ценные бумаги, торгуемые продавцами, включенными в категорию OTCQX. Их надежность, ликвидность и Котировка предсказуемость курса не уступают акциям, приобретенным на бирже. На бирже торгуются только формализованные компании с идеальным соотношением качества и количества, в то время как на внебиржевых рынках контракты подстраиваются под согласованные потребности как покупателя, так и продавца. Торговля на бирже ограничена определенными часами, в то время как внебиржевая торговля ведется круглосуточно, 24 часа в сутки, 7 дней в неделю.

В следующем разделе данной статьи эти преимущества будут рассмотрены более подробно. Как уже говорилось выше, вторичный рынок облигаций — это прежде всего рынок крупных институциональных инвесторов, торгующих большими объемами бумаг, за счет чего на вторичке и формируется самое эффективное ценообразование. Однако частному инвестору по факту оказывается не так-то просто получить доступ к справедливым ценам на вторичном рынке. Правда, в последние годы благодаря активному развитию инфраструктуры у физиков появилось значительно больше возможностей купить или продать облигации на вторичке. Любые финансовые инструменты, торгуемые на биржах — ценные бумаги или ПФИ — имеют типовую, стандартную, установленную форму. Внебиржевой рынок — это рынок настоящих долгосрочных инвестиций, где нельзя выгодно продать бумаги через несколько минут после покупки, где никто не бежит продавать бумаги, если котировки на них упали на 20% или 30%.

  • Обе представляют собой сервис индикативных котировок для внебиржевых торгов.
  • Таким образом, не смотря на долларовые котировки бумаг, инвестору нет необходимости конвертировать средства в валюту и переводить ее на счет.
  • По мере роста популярности криптовалют и до появления регулярных криптовалютных бирж трейдеры всегда использовали внебиржевую торговлю.
  • Несмотря на некоторые недостатки, внебиржевой рынок ценных бумаг остается важным элементом современной экономики, предоставляющим дополнительные возможности для финансирования и инвестирования.
  • Регулирование внебиржевого рынка также направлено на обеспечение прозрачности операций.

Форвардные контракты являются примером внебиржевой торговли товарными деривативами. OTC рынки и биржевые рынки – это два стандартных способа организации финансовых рынков. Торговля акциями должна происходить либо на бирже, либо на внебиржевом рынке. Потенциальные инвесторы могут столкнуться с большим количеством сложностей, связанных со сложностью анализа.

Allitterazione, Assonanza, Onomatopea

Allitterazione

Il treno a Trento trovò ritardo
Se sento sospirare lo sento a stento
Si era infrattato fra le fresche frasche
La mosca si posa sulla rosa odorosa
Le farfalle dalle ali gialle

Assonanza

Io mi dirigo ma non rido se non ti vedo
In agosto la pigrizia non conosco
A Verona vengo ma c’è vento

Onomatopea

Fri fri fri… sentivo le cicale cantare
Nella vecchia fattoria iah iah oh
Criiii… la porta si aprì con un fastidioso cigolio

Tu sei dentro a una vita che ignoro

Dimmi, come stai? Senti caldo… o forse freddo? Aspetta, ti metto a posto il cuscino. Va meglio?
Ecco, finalmente sorridi. Bastava mettere meglio il cuscino… Lo sapevo che con te non è tempo perso. Non lo è mai stato, tanto meno potrebbe esserlo ora.
Ieri ho avuto l’interrogazione di Letteratura, dovevo preparare Dante. Ho portato la storia di Paolo e Francesca. Che non so neppure perché te lo sto raccontando, a te non è che Dante poi piaccia da morire… Così, per dire. Però Paolo e Francesca non puoi non amarli. L’amore perduto, l’amore maledetto… maledetto chi li uccise e maledetto chi li destinò all’inferno, seppure trasudando pietà. La pietà cortese dei benpensanti… quanti ne uccise!
E cosa mia potranno farsene della pietà degli uomini Paolo e Francesco? Loro avrebbero voluto amarsi ed essere felici, mica diventare immortali.
Meno male che la campanella ha suonato prima che potessi terminare il concetto di chi ci avrei ficcato io, all’inferno, al posto di Paolo e Francesca, uno dei primi casi di femminicidio storicamente documentati.
Vedo che sorridi… o forse l’ho solo immaginato, perché mi farebbe piacere che tu sorridessi.
Ma poi, chi voglio prendere in giro? Sono patetica. Ieri non ho avuto nessuna interrogazione, la scuola l’ho finita da quarant’anni. Mi faceva solo piacere illudermi per qualche minuto che fossimo ancora lì, insieme, in quei giorni che non sapevamo essere felici.
Vorrei la macchina del tempo. Non per tornare indietro a cambiare il destino, neanche per impartire lezioni alle più giovani noi. Vorrei solo tornare indietro per godere della tua compagnia, abbracciarti forte, farti capire quanto per me eri importante. Lo hai mai saputo? Ormai, non posso più chiedertelo.
Osservo il tuo guscio vuoto. Eppure non posso accettare che tu non ci sia più. A cosa stai pensando, persa nel tuo mondo a me negato?
Tu sei dentro a una vita che ignoro.

Allitterazione, assonanza, onomatopea

ALLITTERAZIONE

  • Forte il fabbro forgia ciò che ai soldati darà in sorte. Fucili armi e cannoni tra i campi di marte cosparsi di morte.
  • Prima di primavera esiste una stagione mera, un attimo magico, che non è più l’inverno con le sue spoglie membra, ma uno spasmo di doglie che in un alito di vento si coglie.
  • Immagino un mago con occhi da drago, lunghe le unghie per i suoi artifizi, cattura l’attenzione, crea tensione, dal palco un denso fumo appare, come una bianca palude, un effimero lago dove improvvisamente scompare il mago.

ASSONANZA

  • Di notte, i rumori arrivano come da lontane fosse.
  • Stupido che sei, stupido a rigare il tuo viso di lacrime soffocate.
  • Madame de Pompadour, la conoscevi tu?

 

ONOMATOPEA (invento)

  • Scia scia scia sciack, scia scia scia sciack. Nasce un paessaggio dalle mie pennellate.
  • Vrrrr, l’aeroplano arriva… vvvrrr apri la boccuccia.
  • Planf! A me il divano.

Ritorni

Mi piace quando mi guardi con gli occhi spalancati di chi non si capacita. Sei ancora incredulo che io abbia accettato di rivederti. Sono passati sette anni. Ti ho buttato fuori casa il sette settembre del duemiladiciassette, tutti quei sette avrei dovuto giocarli al lotto, invece ho giocato la mia vita. Sapevo solo di non voler passare un minuto di più con te, con un uomo che non mi rispetta, che non conosce l’abc della comunicazione, che si considera un illuminato, che si crede l’unico in grado di guidare mentre tutto il resto del mondo è composto da deficienti. Non un minuto di più o mi sarebbe venuta l’orticaria, mi sarei ammalata, o ti avrei piantato un coltello nella pancia. Vedi, è stato meglio lasciarci, soprattutto per te. Un maschicidio era in agguato, meglio non farlo accadere, io sono contraria alla violenza. E così ti ho rimosso dalla mia vita, faticosamente, pezzo per pezzo, ricordo dopo ricordo, oggetto dopo oggetto. Tu mi hai restituito fisicamente le cose che ti avevo regalato, il cuscino ricamato per te con tanto amore, moderna Penelope tra computer, lavatrici e lezioni di tedesco. Io ho steso pesanti coltri sul male che mi hai fatto, sull’entusiasmo che mi hai rubato, sulle speranze che hai soppresso, sull’ottimismo che hai annullato, ma per fortuna ne è rimasto ancora.

Ora ti ripresenti a me in candide vesti, le guance e il capo rasato, un moderno Buddha simile a colui che mi aveva rapito quando ti conobbi. Ora però so che la tua lingua è biforcuta, la tua mente scaltra, il tuo cuore vendicativo. Non c’è posto nella mia nuova vita per te. Vado avanti per la mia strada, quale che sia.
Ti allontani a testa china, non ti vedrò mai più. E così sia.

Allitterazione, assonanza, onomatopea

ALLITTERAZIONE

Anche avendo avuto avviso anticipato, ambivo ad anteporre alcune amene attività all’assemblea amicale (ammaestramento).

 

ASSONANZA

A   A volte, la sera, la fame mi prende,

B   “Non voglio ingrassare,

A   Il mare mi attende!”

 

C   Biscotti, jogurti, cioccolatini

C   Sussurran soavi gli inviti più fini.

 

B   La voce è decisa, la sento parlare,

A   Con alto tono saccente

B   Non sente ragioni, non vuole mollare.

 

D   Mi salva una mela, succosa e croccante,

D   rossa malia sana e invitante.

 

ONOMATOPEA

Gracida nel pozzo la rana,

Lenta sale per il ramo l’iguana.

Lesta agguanta un insetto,

“Gra gra” dice dirimpetto.

“Blub blub” risponde soddisfatta

l’iguana ora distratta.

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